Dal "Siracide"

Pensieri (parola grossa) e scritti in LIBERTA'!

giovedì 27 dicembre 2007

Lingua latina e WEB: Passione o… tendenza?

Reddite quae sunt Caesaris Caesari, et quae sunt Dei Deo.
(=Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. (Mt.22,21).

Premetto che il giudizio riguarda solamente i siti amatoriali che non hanno come scopo principale la divulgazione della lingua latina.

Nel 2001 ho pubblicato, con l'aiuto di Luca e Catia (rispettivamente figlio e nuora) il sito di Pieve di Revigozzo.
Era ben povera cosa, poche e incerte notizie storiche, qualche foto e praticamente con dieci pagine WEB avremmo potuto sfangarla, ma eravamo certi che in mancanza di un "plus" che invogliasse i visitatori a cercarci non ci avrebbe mai visitato nessuno .
Oddio, un argomento c'era e da Adamo ad oggi ha sempre avuto lo stesso potere di calamitare gli uomini (e le donne) ma non siamo per le cose facili e scontate... neppure le ricette piacentine e le pagine dei castelli erano trainanti e, quando sfiduciati stavamo per gettare la spugna, mi sono ritrovato tra le mani un vecchio quaderno di latino dove, con somma negligenza , sì, avete letto bene, circa 40 anni prima, avevo ricopiato qualche centinaio di detti latini con traduzione e commento.
Catia, in quel periodo con il pancione, si è offerta per la battitura dei testi che con l'aiuto di Luca sono stati pubblicati in versione provvisoria.
A quei tempi sul WEB i siti con pagine dedicate al latino in generale e ai proverbi latini in particolare si potevano contare sulle dita di una mano e nel nostro caso a fare il "plus" che agli altri mancava era il commento!
Non appena i motori di ricerca hanno indicizzato le nuove pagine le visite sono decollate… si vabbé siamo passati da due/tre pagine visitate al giorno a… dieci/venti ma i rematori insegnano che si arriva alla meta girandole le spalle.
I riscontri via mail sono stati da subito positivi ed incoraggianti, venivano suggeriti nuovi detti, inviati commenti, segnalati errori… e, mentre noi implementavamo le nostre pagine, il WEB riscopriva la lingua di Cicerone e i siti che se ne fregiavano aumentavano con progressione geometrica.

Tornando ora a bomba per rispondere alla domanda direi che il 30% è passione e il 70% moda.
A conferma del nostro impegno, infatti, mentre WIKIPEDIA chiedeva l'autorizzazione ad utilizzare i nostri commenti sulle pagine della enciclopedia omonima altri provvedevano, e la cosa si ripeterà spesso, a clonarle e incollarle sulle proprie senza neppure accorgersi di eventuali errori.

In questo strano mondo si incontrano anche personaggi che, alle rimostranze per una totale e supina copiatura di oltre 1040 frasi latine con traduzione, commento, autore e riferimento dell'opera senza ovviamente citarne la fonte, rispondono: "In un sito con le caratteristiche del nostro fa buon gioco il vostro latino! D'altronde era impensabile che me lo potessi fare da me! Però -continua- ho da farvi una domanda:"Ma sul vostro sito cosa c'entra?".
D’accordo - rispondo io - il nostro sarà anche un "sito di cacca" ma considerando che l'ha spalmata così golosamente sul pane possiamo darci una manata sulla spalla per esser stati bravi a darle oltre al colore anche il gradito sapor di cioccolato... che da sempre risulta essere la cosa più difficile da ottenere!
Questa tendenza alla copiatura a piene mani, senza badare al contenuto e senza citare la fonte, la si ritrova in quasi tutti i siti; valga per tutti questo esempio. Digitate: "riut hora" e scoprirete che almeno tredici o quattordici siti lo hanno "digitato" errato e alcuni poco sotto, senza accorgersene, hanno aggiunto anche "ruit hora" (= il tempo fugge).

Anche i detti sulle meridiane sono stati rubacchiati qua e la e lasciatemelo dire perché l'ho fatto anch'io ma, se non altro, ho contribuito a completarli con le traduzioni mancanti, a fare qualche correzione e a precisare che non erano farina del mio sacco.

Le traduzioni mancanti, poi, sono un'altra cosa che non accetto!
Ritengo un inutile spreco di tempo scrivere e pubblicare materiale in una lingua, non comprensibile a chi legge, senza fornirne una traduzione che aiuti a capire il significato della citazione e quindi legittimamente mi domando per quale umana perversità la scelta sia caduta proprio sul latino e non, che ne so, sul dialetto miceneo o sul cantonese?.

Etichette: